Mikel Begoña & Iñaket / Ötzi. Per un pugno di ambra

copertina otzi_sito_grandeMIKEL BEGOÑA e IÑAKET
ÖTZI. PER UN PUGNO DI AMBRA

fumisterie, 3. 2016
19×26 cm, 80 pagine col.
14,00 euro 11,90 euro
978-88-98462-07-0

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DISTRIBUZIONE: FUMETTERIE / LIBRERIE

Il fumetto

In Europa la fine del IV millennio a.C. è un’epoca di grandi mutamenti sociali, linguistici e religiosi. Da una parte la doma dei cavalli, che pare essere iniziata allora nelle steppe dell’Est, dall’altra l’uso di nuovi metalli generano un cambiamento senza precedenti. Le tribù a cavallo diventano più mobili, aggressive, saccheggiatrici, guerriere. E cacciano anche altri uomini. Specie se si trovano sulla strada tra loro e chi, nell’Ovest, fa commercio della sacra ambra.
Questo è il tempo di Ötzi, il miglior arciere della sua tribù, il veterano di mille cacce, il più esperto tra tutti i villaggi sparsi tra montagne e laghi di quelle che oggi chiamiamo Alpi. È al suo coraggio tranquillo e all’impetuoso valore del giovane Sölden che l’oracolo affida la missione che potrebbe salvare i popoli della valle: cacciare un enorme cervo e sacrificarlo ai guardiani del cielo, e proteggere i passi di montagna dalla ferocia di rapina dei cavalieri. Basteranno gli archi di Ötzi e Sölden a decidere le sorti dello scontro finale? E chi dei due si rivelerà il migliore?
«Come chi tira con l’arco forza le due estremità del legno per tendere la corda, così i due autori forzano la finzione narrativa per raccontare la Storia»: con tali parole Norma editorial, che per prima ha pubblicato questo fumetto in Spagna, ha presentato ai suoi lettori Per un pugno di ambra. Possiamo solo aggiungere il ricordo di un poema orientale, che cantava la miglior caratteristica dei buoni genitori: essere saldi come grandi archi, capaci di tendersi e scoccare i figli freccia mirando a un bel posto, lontano.
E più di 5000 anni fa è un posto molto lontano
.

Gli autori &

Mikel Begoña – Storico, bibliotecario, sceneggiatore. Ha scritto e autopubblicato Mar de Plomo, per il 70° anniversario della battaglia di Matxitxako, avvenuta durante la guerra civile spagnola. Nel 2011 comincia a collaborare con Iñaket, anche lui basco di Bilbao. I due sono autori di Tristísima ceniza, El pico de los Cuervos e codesto Ötzi. Por un puñado de ámbar. In patria stan per pubblicare la seconda puntata della trilogia di Ötzi, El bueno, el feo y el tuerto.
Iñaket – Illustratore, animatore, disegnatore. I suoi primi fumetti appaiono sulla rivista «Habe Komic» nel 1986, poi lavora per tre anni allo Estudio Mariscal di Barcellona nella preproduzione di serie animate, quindi nel 2012 pubblica un libro per bambini, The Tokis: ma già dall’anno prima aveva cominciato a collaborare con Mikel Begoña, anche lui basco di Bilbao, con cui è coautore di [vedi sopra].

«Perché Ötzi? Dopo El pico de los Cuervos, un fumetto nero ambientato durante la dittatura di Franco, abbiamo voluto fare qualcosa di più leggero e colorato… della Madrid degli anni 1960. E ci siamo rivolti alle Alpi di più di 5000 anni fa: Ötzi è la mummia più famosa del mondo, e sin dalla sua scoperta mi sono appassionato alla sua vicenda e alle domande scatenate dalla sua morte e sulla sua vita. Narrativamente, i fatti noti della vita di Ötzi sono ricchissimi, e poi c’è il mistero della sua morte! Un sacco di interrogativi senza risposte (almeno, fino alla pubblicazione di Per un pugno di ambra…)».
«Ci piaceva l’idea di giocare coi titoli della trilogia del dollaro, fare un western con i cowboy, i cavalli, i cacciatori di taglie, il buono, il brutto e il cattivo… Anche se a me, a dire il vero, veniva più facile disegnare palazzi e automobili degli anni ’60 che tutti questi alberi, foglie, montagne, villaggi! Però il fascino di Ötzi è indubbio: sappiamo come era vestito, ma non se era buono o cattivo; sappiamo come morì ma non perché».
«Cosa che ci ha permesso di essere meno “documentari” rispetto agli altri lavori. Dare più spazio all’avventura, al movimento, alla tensione. Perché a uno “spaghetti western preistorico” serve un bel duello al sole con gli archi, un po’ alla Sergio Leone».
«Epico e leggero! Ci siamo intesi subito. D’altronde ormai siamo una coppia rodata. Credo sia il segreto della nostra coppia artistica: fidarsi ognuno del lavoro dell’altro, oltre ad avere un bel legame personale… pure se ogni tanto litighiamo (mi sa che sto per piangere)».
«Fazzolettino?».

 

Spezie

«Vuoi diventare ricco eh? Allora sei arrivato nel posto adatto… se sarai furbo; perché qui sono… o molto ricchi o morti, non c’è altra scelta».

Per un pugno di dollari

 

Gianluca Diana & Andromalis / MARIEM HASSAN: IO SONO SAHARAUI

mariem_cope_leggeraGIANLUCA DIANA
e ANDROMALIS
MARIEM HASSAN:
IO SONO SAHARAUI

fumisterie, 2. 2016
19×26 cm, 64 pagine col.
12,00 euro 10,20 euro
978-88-98462-06-3

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Il fumetto

«Voz del Sahara»: questo è l’iconografico soprannome con cui Mariem Hassan è internazionalmente nota. Io sono saharaui ne è la biografia illustrata: un’appassionante storia al femminile che racconta di musica e resistenza civile.
In queste pagine la vita della cantante scorre parallela alle sue canzoni e alla storia del popolo del deserto. Le atmosfere auliche e spensierate dell’infanzia nomade, la giovinezza vissuta e stretta tra l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale e poi l’esilio, i campi profughi in Algeria e la Spagna, gli amori, la famiglia, i figli, i primi dischi a suo nome e la fama internazionale. E sempre, sempre, come stella polare la lotta per l’indipendenza del popolo saharaui.
Eppure, provate a sentirla, la sua musica. A vederla, qui. La gioia, la potenza del «blues del deserto», dell’haul di Mariem vi stupirà. Perché la musica saharaui è una meravigliosa miscela di suoni tradizionali, blues e mille altri rivoli della grande famiglia afroamericana. è musica del deserto, del Sahara possiede gli spazi: di carattere fortissimo ed aperta a storie altre. Come Mariem.
Mariem stella dei principali festival di world music al mondo, dalla Finlandia all’Australia. Mariem che a quindici anni rifiuta un matrimonio combinato. Mariem capace di rendere contemporaneo l’haul, trasmettendone bellezza e groove a qualsiasi latitudine. Mariem che rivendica il diritto di scegliere di indossare la melfa. Mariem capace di parlare di un popolo senza terra e di una terra senza il suo popolo, raccontando che esiste un muro lungo 2.720 chilometri che separa i saharaui, mentre danza leggiadra e canta possente e sicura. Mariem coraggiosa e capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo, accettando ogni volta nuove sfide, artistiche o personali. Mariem, insomma.
Io sono saharaui è parlato, illustrato, coloratissimo: una festa per gli occhi di tutti, che vive del calore, della luce, dei colori e del suono di Mariem. Dai campi profughi di Smara in Algeria ai festival di musica al di là degli Oceani o al di qua del Mediterraneo, dalla Rambla di Barcellona alla linea d’orizzonte del Sahara, è un romanzo grafico in cui è saggio perdersi. Tra i ritmi di un tebal e gli assoli di una chitarra elettrica, ci troverà la musica.

Gli autori &

Gianluca Diana – Racconta storie a Roma, città in cui vive e lavora, in diverse forme e maniere. In radio (Onda rossa, Città aperta, Popolare, RaiRadio 3, Città futura) o scrivendo su «Il manifesto» e «Alias». II cuore delle sue narrazioni è l’amore verso i suoni e le culture afro-americane, tanto che dal 2005 dirige una delle principali rassegne blues d’Italia, il Mojo Station Blues Festival. Adora mescolare dischi dal vivo.
Andromalis – Agitatore delegato delle Metaforiche Officine Politecniche, produce cartoni animati, fumetti, illustrazioni, manifesti e la rivista di strada «Dottor Gibbò». Ha pubblicato per «A», «XL», «SottoMondo», «AgitPop», Calamar e illustrato per Wwf, Unhcr, Rai3, Gallucci editore. Con il collettivo OP3N ZOO osa esporre arte.

«L’idea di questo fumetto ha preso forma dopo esser rimasto stregato dalla canzone Magat milktna dulaa: un battito ipnotico meraviglioso, colmo di visioni immaginifiche, potenti della vita della Voz del Sahara. La sua vita. Romanzesca e iconografica, perché non raccontarla? Condividerla traducendo in forme e colori le narrazioni della cantante saharaui? Ma come? E, soprattutto, chi? Chi avrebbe saputo come, e la risposta era già presente prima ancora di formulare la domanda. Andromalis. Da anni è compagno di viaggio del Mojo Station Blues Festival, rassegna che conduco assieme a Pietropaolo Moroncelli in quel di Roma, come autore dei manifesti della kermesse. Con lui ne parlammo con entusiasmo da subito, convenendo che sarebbe stato irrealizzabile».
«Anche perché l’unica cosa che non avrei mai voluto disegnare era un fumetto etnografico. Avrei voluto invece un luogo di rimescolamento tra chi narra e chi è narrato».
«Ma anche perché avremmo dovuto viaggiare da Barcellona ai campi saharaui in Algeria. Vedere Mariem in concerto dal vivo. Cercare di capire quanti colori sono in una melfa. Insomma, un’infinità di cose che sembravano irraggiungibili mentre si dialogava con due bicchieri all’ora dell’aperitivo».
«E poi ad un concerto di Mariem la melfa la vidi sventolare, come fosse una bandiera psichedelica di fiori al vento. E allora ho detto: bene, incontriamoci lì, dove i Clash si meticciarono al reggae».
«E fortunatamente, oltre quanto elencato sopra, siamo  riusciti a fare altre due cose: prendere un tè nel deserto e avere la soddisfazione di  sapere che a Mariem il libro è piaciuto».

Spezie

«Il futuro non è scritto»

Joe Strummer

Tavole

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Gianluca Diana (testi) & Andromalis (disegni)

Yolaine Destremau / Le ribellioni

YOLAINE DESTREMAU
LE RIBELLIONI
Traduzione di Marta Giusti

qzerty/qwerty, 4
2015/2016, 288 pagine
13,00 euro 11,05 euro
978-88-98462-04-9

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Il libro

Lei ragazza, che sale e scende le scale al ritmo di pietre preziose, e negli occhi del suo navigato artista legge il sogno di un viaggio in altrove. O l’altra lei, che vende storie di carta ed è figlia del viaggio, quarant’anni a cercare il padre e ora sulla soglia dell’incontro. O infine lei, lei che è sabbia calda e poi danza, lei che è semina parigina della promessa di un amore e poi ritorno arabo al conforto dell’ombra – o invece lei, l’amica che torna a nascere sui rami del Grande Albero e rifiuta il distacco dal cuore.
Il fuoco che accomuna i racconti delle Ribellioni è dominato da donne che cercano una ragione, un colpo di coda per tornare alla vita o riscoprirne il senso. Presenze e assenze sfuggenti hanno la forma di uomini, che offrono loro uno specchio proiettato sul mondo intimo che le riguarda, sempre contaminato da un sentimento d’amore.
«Nuota fino a me» è la preghiera e l’invito che Yolaine Destremau regala al lettore con quest’opera in tre movimenti, il cui fulcro è nell’inquietudine e nella voglia di queste donne di scoprire la libertà, di vivere la propria femminilità, anche quando questa accarezza i confini del fragile, semplicemente perché non vi è altra scelta.
Dall’Italia alla Francia, dall’Arabia alle coste d’America, Le ribellioni è  la strada che percorre  quel­l’universo emotivo e tenace dove la voce che trionfa è quella di chi non ha paura di cercare, di chi non si ferma, nella battaglia per la conquista del sé. Nella scrittura della Destremau la bellezza è a portata di mano, una stanza accogliente dentro cui si può entrare di corsa o in punta di piedi, ma sempre e solo con un imperativo: bussate forte.

L’autrice e la scrittura

Yolaine Destremau, dopo un’infanzia nomade tra Africa del Sud e Argentina, vive oggi fra Parigi e Lucca. Per una decina d’anni è stata pittrice, poi si è consacrata interamente alla scrittura. Ha pubblicato sei romanzi, tradotti in svariate lingue. Questa è la sua prima apparizione in lingua italiana.
«Si scrive perché scrivendo sembra di avere potere sul mondo, di trasformarlo, potere sul tempo che passa. L’impressione di allontanare la morte, perché la scrittura, come la creazione, è vicina alla sessualità, al desiderio, al piacere, al godimento.
Si scrive per essere letti, perché si crede che essere letti sia essere amati. Si scrive per essere amati.
Poi in seguito si scrive perché non se ne può più fare a meno, la scrittura diventa una droga, che divora, e si vorrebbe liberarsene, ma allora ci si accorge che c’è qualcosa di ancor più difficile dello scrivere: non scrivere più.
E si inizia a vivere nel terrore non di abbandonare la scrittura, ma di essere da essa abbandonati.
Io scrivo per via di alcune parole, poche, una breve lista, balcone, coleottero, jacaranda, zucchero di canna, mantiglia, lichene, astragalo, ossimoro, e alcune frasi, lette tanto tempo fa, che sono entrate nel mio sangue, nella mia carne, nelle ossa, e scorrono dentro di me.
Scrivo perché non ho più scelta».

La copertina

In copertina: da  un olio su tela del 2014 di Michael Carson intitolato come la modella ritratta: Faith, Fede.
© 2014 Michael Carson.
Grazie a Michael Carson per la generosa concessione.

Spezie

Il tempo è un fanciullo che gioca (Eraclito).

Andrea Dei Castaldi / La cesura

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ANDREA DEI CASTALDI
LA CESURA

qzerty/qwerty, 5
2015/2016, 228 pagine
12,00 euro 10,20 euro
978-88-98462-05-6

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Il romanzo

Leonardo Cacciavento, dopo una lunga assenza, torna al paese natale, dove si trova impigliato in una noia burocratica: una firma che deciderà la sorte delle spoglie di un uomo mai conosciuto, suo padre.
Un mistero è il pretesto per restare, in una sorta di sospensione: dalla grande città che ha lasciato, dal paese di una madre senza più memoria, e poi da Trieste, limite in cui mondi diversi si sfiorano e si toccano, dove la verità da troppo tempo attende il disvelamento.
Come svolazzanti «brandelli di carta bruciata», i piani della sua vita si confondono, il ritorno è una fuga, lo stallo un’indagine. A strappi, lungo la ricerca sembrano aver ragione i gridi delle cornacchie, che stridono «Ma che importa?» contro il cielo. Eppure via via Leonardo sente sempre più netta l’importanza di una risposta che tagli la sospensione, ricomponga i passi interrotti sulla mappa.
La cesura è la storia di una ferita aperta e della sua cura, del costante dibattersi tra presente e passato cercando di salvarne le tracce, perché entrambi non siano affidati all’oblio. Tra la seduzione degli idoli e i richiami di nuovi amori, è però anche un diario di frontiera, dedicato al vento e ai confini: a quelli che ci separano dal futuro e a quelli che si devono necessariamente ripercorrere per capire chi siamo.
Il nuovo romanzo di Andrea Dei Castaldi, segnato dalle correnti del destino e illuminato da una prosa autentica e appassionata, è un tributo alla natura umana che non può prescindere dal semplice atto d’amore, qualunque sia la sua forma. Sempre.

L’autore e l’opera

Andrea Dei Castaldi vive nel borgo trevigiano di Asolo. Ha pubblicato il racconto Pelle, apparso nel volume Solo a cura di Raffaella Tancredi (Felici, Pisa 2011), e il suo primo romanzo, Finistère, ha inaugurato questa collana per Barta nel 2013.
«Mia madre aveva un negozio di fiori, e da ragazzo le davo una mano portando i mazzi di crisantemi e le piante di erica nel cimitero del paese. Spesso in quelle occasioni mi dilungavo a passeggiare tra le tombe e i loculi, affascinato soprattutto dalle fotografie sbiadite sulle lapidi più vecchie, e dalle storie che mi sussurravano all’orecchio. Credo che La cesura mi abbia trovato allora, quando stavo cominciando a capire quanto bene mi facesse togliere le briglie all’immaginazione, e a scoprire che a volte è sufficiente un volto, un nome, un dettaglio in apparenza trascurabile, per cogliere la miracolosa unicità di ogni vita. Qualcosa che vale sempre la pena raccontare».

La copertina

Un’immagine tratta da una xilografia di Kôshirô Onchi, Il tuffo (1932). Collezione privata.

Spezie

Le cose non cambiano; cambiamo (Thoreau).

Bandierine. Tutta una storia di Resistenze / con e a cura di Stefano Gallo e Tuono Pettinato

Bandierine_copertinaBANDIERINE.
TUTTA UNA STORIA DI RESISTENZE
con / a cura di STEFANO GALLO
e TUONO PETTINATO

fumisterie, 1. 2015
19×26 cm, 112 pagine col. e b/n
13,00 euro 11,05 euro
978-88-98462-01-8

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Il fumetto

Scrivere un fumetto sulla Resistenza, un libro d’avventura, rivolto principalmente ai ragazzi tra i 10 e i 14 anni: l’idea nasce dall’incontro tra la proprietaria di una libreria di fumetti, Silvia Barsotti, un ricercatore di storia contemporanea, Stefano Gallo, un affermato autore di fumetti, Tuono Pettinato (Andrea Paggiaro), e un editore, Barta.
Nel negozio della libraia spesso i clienti, sia adolescenti sia adulti, chiedevano fumetti che parlassero della Seconda guerra mondiale, della lotta al fascismo e al nazismo, della nascita della Repubblica. E la libraia non aveva volumi da offrire. Era naturale che in un luogo dove si vendono storie, la Storia diventasse storie.
Gli anni tra il 1943 e il 1945 sono tra i più complessi della storia italiana: finisce il fascismo dopo più di vent’anni di dittatura, l’Italia è occupata dalle truppe tedesche, gli americani sbarcano in Sicilia e iniziano a risalire la Penisola, la popolazione vive tra la fame e le bombe, gruppi di persone si organizzano per combattere i nazisti e i fascisti di Salò. Sono anni pieni di violenze e lutti, ma anche di passioni, rischi, avventure: è un periodo ricco di ingredienti narrativi che ha ispirato innumerevoli libri e film. E ora anche un fumetto!
Bandierine, la cui nascita è raccontata nel Poscritto in coda al volume, contiene sette storie, tratte da vicende inventate o realmente avvenute, sempre inserite nel contesto storico della Resistenza. Le singole vicende in b/n sono raccolte e riunite da una storia-cornice a colori, che ci riporta al tempo di oggi e con quelle storie dialoga. Otto storie, quindi, ma anche una sola storia (e di certo un bello spaccato sul magmatico panorama fumettistico italiano attuale, tra autori affermati e sicure scommesse).
I racconti coprono tutta la Penisola e oltre, da Napoli a Milano, passando per la Jugoslavia. Partigiani con il fucile e senza, preti, donne, anziani, bambini, contadini, intellettuali, sbandati: alcuni frammenti del variegato mondo che fece i conti con gli eventi storici del 1943-1945 prendono corpo nel libro, raccontati con un tono tra lo scanzonato e l’avventuroso. Senza rinunciare però a momenti di riflessione di fronte a eventi così impegnativi per chi li ha vissuti, e così importanti per noi che a quella storia dobbiamo molto.
Troppe volte purtroppo la Resistenza è stata pietrificata in monumenti mitici e irreali, le vicende dei partigiani ridotte a cronache agiografiche. Via le incrostazioni della retorica: qui troverete protagonisti imperfetti, coraggiosi e impauriti, ma vivi.

Gli ideatori/curautori

Silvia Barsotti, proprietaria della fumetteria Fumettando in quel di Pisa.
Nel volume: senza di lei il volume non esisterebbe. Basta?

Stefano Gallo Classe 1979 , dottore di ricerca in Storia presso l’Università di Pisa (2008), è un ricercatore indipendente di storia contemporanea. Collabora con l’Istoreco di Livorno e il Dipartimento di Storia dell’Università di Pisa; ha svolto attività di ricerca per enti locali e per la Fondazione Claudio Sabattini (Camera del Lavoro di Bologna – Fiom nazionale). Ha trascorso periodi di ricerca a Lisbona, Parigi , Ginevra. Si è formato studiando aspetti politici e amministrativi relativi alla gestione della mobilità territoriale in Italia, rivolta all’interno e all’estero, tra il periodo liberale e i primi anni repubblicani; i suoi interessi attuali di ricerca coinvo lgono anche la storia locale della Seconda guerra mondiale e il movimento sindacale italiano. Tra le sue pubblicazioni Senza attraversare le frontiere. Le migrazioni interne dall’Unità a oggi (Laterza 2012), il primo studio monografico sulla mobilità territoriale interna nei 150 anni di storia dello Stato italiano.
Nel volume: oltre alla curatela, a lui si debbono le schede poste in chiusura al volume, significanti e leggere.

Andrea Paggiaro (Tuono Pettinato) Classe 1976, autore, fumettista, illustratore, chitarrista finto. Formatosi a Bologna all’Accademia Drosselmeier per editor e librai, sotto la guida di Antonio Faeti e delle libraie della cooperativa Giannino Stoppani. Firma la serie I Ricattacchiotti, pubblicata settimanalmente da «Repubblica XL», collabora con «ANIMALs» e fa parte collettivo creativo dei SuperAmici, con il quale ha dato vita alla rivista a fumetti «Hobby Comics» e «Pic Nic», primo giornale gratuito italiano dedicato al mondo del fumetto. Ha illustrato per l’editrice Campanila una serie di libri tra i quali la collana mitologica di Antìkoi. Tra le sue pubblicazioni principali: Apocalypso – Tuono Pettinato: gli anni dozzinali (Coniglio 2009), Galileo! Un dialogo impossibile (Felici 2009) , Garibaldi. Resoconto veritiero delle sue valorose imprese, ad uso delle giovini menti (Rizzoli 2010) , Enigma. La strana vila di Alan Turing (Rizzoli 2012), Corpicino (Grzzzetic 2013), Nevermind (Rizzoli 2014). Premio Gran Guinigi a Lucca Comics & Games come miglior autore unico, «per l’energia con la quale smaschera i miti, aggredisce la realtà e riesce a far piangere dal ridere e dalla commozione».
Nel volume: oltre ad aver sceneggiato tre storie (vedi «Gli autori»), ha anche scritto e disegnato Invasioni d’Italia.
In rete: tuonopettinato.tumblr.com.

Gli autori

Oltre a Silvia Barsotti, Stefano Gallo e Tuono Pettinato, hanno partecipato a questo volume, in ordine di comparizione:

Sergio Ponchione (Asti,1975) – Autore di fumetti e illustratore capace di adattare uno stile che non nasconde le influenze dell’underground americano, ma rielaborate attraverso una sensibilità molto personale e riconoscibile. Il suo tratto si è sposato sia al fumetto popolare sia a storie prettamente autoriali e sperimentali. Creatore di Obliquomo e Grotesque, libri tradotti con successo anche in Francia e Stati Uniti, dal 1999 ha pubblicato con vari editori come Sergio Bonelli Editore, Star Comics, Coconino Press, Rizzoli, Fabbri, Zanichelli, Sperling & Kupfer, Chiarelettere e su riviste fra cui «Linus», «Internazionale», «Wired», «Smemoranda», «La Repubblica XL», «Puck» e «Splatter». Il suo ultimo albo si intitola DKW – Ditko Kirby Wood ed è edito da MoltiMedia/Comma 22. Con le sue opere ha vinto il Premio Gran Guinigi a Lucca Comics 2009 e il Premio Micheluzzi a Napoli Comicon 2012. Insegna alla Scuola di Fumetto di Asti.
Nel volume: sua la copertina.
In rete: http://mondobliquo.blogspot.it.

Francesco Guarnaccia – Classe 94, inizia la sua esperienza di fumettista e illustratore sui banchi di scuola dove rapidamente guadagna fama, successo e strigliate dai professori. La passione lo spinge ad avvicinarsi al mondo dell’autoproduzione, al quale approda nel 2013 pubblicando una storia sull’antologia Amenità n. 3. Collabora all’interno del blog collettivo Troppiscrappi e ha un tumblr tutto suo dal titolo GuarnaGna (vedi sotto). Nel 2014 entra a far parte del collettivo Mammaiuto con il quale pubblica la serie From here to eternity. Nello stesso anno pubblica la Guida spaziale al terrestre per l’editore torinese Zandegù e inizia a lavorare ad un libro a quattro mani con Tuono Pettinato per Rizzoli Lizard. Attualmente studia Design a Firenze e fa i fumetti di soppiatto.
Nel volume: sua la storia Bandierine.
In rete: www.guarnagna.tumblr.com.

Le altre storie, assieme, raccontano Tutta una storia di Resistenze. E sono di:

Lorenza De Luca – Nata nel 1988. Napoletana di origine, veneta di nascita, bolognese di adozione, antiquata di costituzione. Contrae fin da piccola il brutto vizio di disegnare e da allora la sua monomania per il fumetto si diffonde in lei, di pari passo con la convinzione di essere nata nell’epoca sbagliata. Si iscrive all’accademia di Belle arti di Bologna, dove consegue la laurea in linguaggi del fumetto. Nel 2012 fonda, assieme a amici e colleghi, il collettivo Manticora, partecipando ai volumi antologici Sindrome (2012), Instrumenta (2013) e Feral children (2014). Attualmente collabora con la redazione di Flashfumetto, portale bolognese dedicato alla nona arte.
Nel volume: suoi i disegni della storia Il Nonnino, sceneggiata da Tuono Pettinato.
In rete: https://www.facebook.com/lorenza.deluca.37.

La Tram (Margherita Tramutoli) – Nasce in Basilicata, si laurea in cooperazione internazionale e si diploma in fumetto e colorazione digitale a Napoli, vive a Livorno. Lavora come illustratrice e grafica freelance per case editrici (Erasmo, Elliott, Zero in Condotta) e agenzie internazionali (Unesco, Ccivs). Ha realizzato, come fumettista, volumi per «Corriere della Sera», NPE, Passenger Press, Bookmaker Comics. E’ tra i fondatori dell’associazione IF-Onlus, che si occupa di comunicazione per le ong.
Nel volume: suoi i disegni della storia Fuorigrotta, sceneggiata da Tuono Pettinato.
In rete: http://latramutoli.blogspot.it.

Sakka (Roberta Sacchi) – Illustratrice e fumettista di Cremona, è autrice di Il sogno del Minotauro ed Eläin, pubblicati da Centro Fumetto Andrea Pazienza, con cui collabora da diversi anni come artista e come insegnante di fumetto per ragazzi. Ha partecipato come artista a diverse iniziative ed eventi, tra cui Futuro Anteriore (2011), MiAmi (2013), Heart (2014) di ArtPort, Maratona horror di Centro Fumetto Andrea Pazienza (2014), Sulla stessa barca (2015) di Fumettomania. Sarà inoltre illustratrice ospite del Vanita’s market 2015 a Cremona.
Nel volume: sua la storia Piazza delle Erbe.
In rete: www.sakkadivision.blogspot.com.

Fabio Ramiro Rossin – Nato Fabio Ramiro Rossin, li 12/03/1983, in Torino. Studente miope e adolescente schivo, coltiva l’irrequietezza in solitudine. Attraversa momenti felici e periodi cupi. Appreso il valore delle cose, conosce l’ineffabilità delle donne. L’illustrazione diventa prospettiva il giorno in cui il presente si fece piatto. Incontra il cinema d’animazione per mancanza di obiettivi. Naufraga tra Milano e Roma, si dibatte contro i flutti degli eventi. Sta affondando dentro, lentamente; come tutti voi, fuori. Tra le sue cose: Bologna children book fair (2007), Enciclopedia della Favola (Editori riuniti 2013), animatore per Dark side of the Sun (regia di Carlo S. Hintermann e Lorenzo LRNZ Ceccotti, 2011),  e cose varie su «Amenità comics», «NERO magazine».
Nel volume: sua la storia Pinin.
In rete: fabioramirorossin.blogspot.com

Emanuele Tonini – Nasce a Carrara più di quarant’anni orsono e, da subito, per farlo stare buono, gli mettono in mano una matita. Da allora disegna e spesso scrive su tutto quello che gli capita sottomano. Principalmente un autore di fumetti umoristici, attualmente collabora con edizioni Dentiblù con la serie umoristico/fantasy Deficients & Dragons (della quale è anche autore dei testi) e con Shockdom edizioni, con la quale sta realizzando,  su testi di Luigi «Bigio» Cecchi, i disegni di «M» Maestro del Male.
Nel volume: suoi i disegni della storia Maciste, sceneggiata da Tuono Pettinato.
In rete: https://it-it.facebook.com/pages/Deficients-Dragons/44844986485.

Emanuele Messina – Nato a Pisa nel 1975, dove attualmente vive, ha lavorato come animatore e clean-up artist in uno studio di animazione, come illustratore di libri per ragazzi e copertinista. Ha collaborato con Delebile Edizioni, pubblicando sue storie brevi nelle antologie Home (2012) e Mother (2013). Suoi fumetti sono apparsi inoltre su «Lo Straniero» (numero 169, 2014) e sull’antologico B comics – Fucilate a strisce (Ifix 2014).
Nel volume: sua la storia Il fucile.
In rete: emanuelemessina.blogspot.com.

Spezie

Tu non sai le colline
dove si è sparso il sangue.
Tutti quanti fuggimmo
tutti quanti gettammo
l’arma e il nome.

Cesare Pavese

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Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA

Piero Calamandrei

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Ci sono due case vicine e molto simili, l’una accanto all’altra, abitate da famiglie più o meno della stessa condizione. Una certa mattina da una delle due case esce un giovane, prende la strada dei boschi e sale in montagna, imbraccia l’arma che gli porgono e comincia a sparare contro i guardiani dell’oppressione e dell’ingiustizia, gli alleati di una forza d’occupazione feroce; dall’altra casa, esce un giovane, coetaneo dell’altro, si dirige alla più vicina caserma, indossa la divisa delle Brigate nere e comincia a sparare contro il primo e se lo prende lo appicca ad un albero […]. Il senso della storia è che al primo dobbiamo quel che non avevamo, cioè quel tanto di libertà e giustizia che i tempi […] ci hanno garantito; il secondo, se avesse avuto «ragione», ce ne avrebbe ancor più ferocemente privato che in passato. […] Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, chè di queste non ce ne sono.

Alberto Asor Rosa, Storia e revisionismo: la lezione di Calvino, «La Repubblica», 13 novembre 2000

Cfr.

  • Francesco Mores, Invasioni d ‘Italia. La prima età longobarda nella storia e nella storiografia, Edizioni della Normale, Pisa 2011.
  • Gabriella Gribaudi, Guerra totale. Tra bombe alleate e violenze naziste. Napoli e il fronte meridionale 1940-1944, Bollati Boringhieri, Torino 2005.
  • Gianluca Della Maggiore, Dio ci ha creati liberi. Don Roberto Angeli, interprete ardito del pensiero sociale cristiano: un prete livornese tra resistenza e ricostruzione, Editasca, Livorno 2008.
  • Le radici della Resistenza. Donne e guerra, donne in guerra. Carrara, Piazza delle Erbe, 7 luglio 1944, video di Francesca Pelini e Francesco Andreotti.
  • Beppe Fenoglio, Golia , 1963.
  • Jorge Luis Borges, Tema del traditore e dell’eroe, 1944.
  • Luigi Meneghello, l piccoli maestri, 1964.

Bozze & studi

latram

Margherita Tramutoli

 

tuono

Tuono Pettinato

 

guarna

Francesco Guarnaccia

 

messina

Emanuele Messina

Anton Čechov / Umoresche. A cura di Carla Muschio. Con uno scritto di Andrea Camilleri

copertina_umorescheANTON ČECHOV
UMORESCHE

A cura di CARLA MUSCHIO
Con uno scritto di ANDREA CAMILLERI

qzerty/qwerty, 2
2014, 228 pagine
12,00 euro 10,20 euro
978-88-98462-02-5

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(sconto 15% e zero spese di spedizione.
non si effettuano spedizioni all’estero)

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Il libro

Chi conosce le opere maggiori di Anton Čechov forse si stupirà di trovare il nome del grande drammaturgo accostato a semplici racconti comici. L’«u­moresca», difatti, è un termine mutuato dalla musica, ove indica una canzone simile allo «scherzo», e in letteratura indica una miniatura umoristica in prosa o in versi.
Le umoresche di Čechov, databili tra il 1880 e il 1886, nacquero quando il giovane Anton aveva appena raggiunto la famiglia a Mosca dalla nativa Taganrog: si era iscritto all’università e doveva mantenersi e, se possibile, aiutare anche i familiari, economicamente fragili. Il «la» glielo offrì un fratello illustratore, che lo introdusse nell’ambiente delle riviste umoristiche: Čechov provò a scrivere per esse, e scoprì che gli riusciva assai bene. Negli anni seguenti produsse così una notevole mole di racconti (e qualche disegnino), quasi tutti inediti per il pubblico italiano.

«Desidero spiegare come ho raccolto i testi qui presentati. Avrei potuto, con intento filologico, tradurre tutte le umoresche di Čechov inedite in Italia, fino all’ultima virgola, così da allargare al massimo la conoscenza di uno scrittore tanto amato. Ho deciso invece di trascurare anch’io, come ha fatto Čechov, quei testi che hanno perso di attualità in quanto riferiti a fatti di cronaca, personaggi, realtà che non si conoscono più. Ho escluso anche i racconti che mi apparivano troppo elementari, dilettanteschi. Cosa è rimasto? Un florilegio di testi divertenti, allegri, leggeri, sottratti alla malinconia del mondo» (Carla Muschio).

Gli autori: Camilleri, Cechov, Muschio

ANDREA CAMILLERI, noto al grande pubblico per la sua attività di scrittore, è stato anche regista di teatro, televisione, radio, produttore e sceneggiatore. Oltre alle avventure del commissario Montalbano, alla sua penna si debbono affreschi storici «tra il dolce e il salso», libri di impegno civile e letterario, spietati romanzi della contemporaneità, informate inchieste storico-artistiche.
«Lo trovo un libro di divertentissima lettura e nello stesso tempo un fondamentale contributo per una migliore comprensione della complessità creativa di Čechov».

ANTON ČECHOV (1860-1904), scrittore e drammaturgo. La sua produzione narrativa consiste di una straordinaria quantità di racconti, permeati da una peculiare, impalpabile atmosfera. Come drammaturgo, Čechov rinnovò radicalmente il teatro con lavori quali Lo zio Vania (1900), Le tre sorelle (1901), Il giardino dei ciliegi (1903).
«Sì, a dire la verità, è difficile inseguire l’umorismo! Certe volte cercando l’umorismo […] senza volerlo sconfini nel campo del serio» (da una lettera all’editore N.A. Lejkin, 17 aprile 1883).

CARLA MUSCHIO, scrittrice, ha tradotto molti classici dal russo e dall’inglese. Questo non è il suo primo Čechov.
«C’era tanta neve. Acquistai per pochi rubli un CD intitolato Opere complete di Čechov da una delle bancarelle improvvisate che si trovano dappertutto a Mosca. Aprendo il disco scoprii che conteneva, oltre alle opere note, molti deliziosi testi umoristici rimasti miracolosamente inediti in Italia. Mi venne subito voglia di scegliere i più belli e di tradurli».

La copertina

In copertina: Ian Spurling, Il barone Tuzenbach in borghese (1930 circa), bozzetto per l’atto III delle Tre sorelle di Anton Čechov. Immagine © Ian Spurling Estate 1996, 2014 per gentile concessione del Barry Kay Archive di Londra.

Spezie

E’ la somma che fa il totale (Totò).

 

Patricia MacDonald / Il buio nell’acqua

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PATRICIA MACDONALD
IL BUIO NELL’ACQUA

qzerty/qwerty, 3
2013, 352 pagine
14,00 euro 11,90 euro
978-88-98462-03-2

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Il romanzo

West Briar, lungo la costa di Long Island. Morgan Adair raggiunge l’amica d’infanzia Claire, che l’ha voluta accanto a sé e all’amorevole marito Guy Bolton in veste di madrina del piccolo Drew. Nonostante l’atmosfera festosa del battesimo sia offuscata dalla preoccupante depressione di Claire, alla fine tutto sembra risolversi e Morgan saluta l’amica per partire alla volta dell’Inghilterra.
Quand’ecco che una telefonata la costringe a tornare indietro: Drew e Guy sono morti, ed è Claire stessa ad accusarsi del duplice omicidio. Sola contro tutti, Morgan proverà a dimostrare l’innocenza di un’amica che per lei è più di una sorella, e a rispondere a due inevitabili domande: se non è stata Claire, perché ha confessato? E chi è il vero colpevole?
Erede delle gialliste britanniche e della grande tradizione del romanzo nero statunitense («Le Figaro Magazine»), Patricia MacDonald scandaglia i fondali della psiche con una scrittura la cui voluta scorrevolezza è al servizio di un intreccio disseminato di false piste, indizi fuorvianti, ripensamenti e capovolgimenti. I vicoli ciechi che sembrano inghiottire ad ogni passo l’ostinata indagine di Morgan Adair non sono altro che zone d’ombra di storie taciute, buchi neri infestati da mostri domestici, abissi da cui si distoglie lo sguardo prima che il buio restituisca il nostro vero volto.

L’autrice e l’opera

Patricia MacDonald, dopo una carriera nel giornalismo, ha esordito nella narrativa con The unforgiven (1981, nominato all’Edgar, uno dei maggiori premi dedicati alla narrativa poliziesca) e da allora ha continuato a pubblicare con regolarità e crescente successo. Vive nella piccola città di Cape May, New Jersey, di fronte all’oceano, col marito Art Bourgeau e la figlia.
I suoi romanzi sono tradotti in Giappone, Svezia e Francia (dove è costantemente in cima alle classifiche di vendita). In Italia è pressoché inedita, nonostante – secondo il parere di uno dei primi lettori italiani di questo romanzo – «l’unico problema della MacDonald sia che la gente la conosca». Provvederemo.

«Perché scrivo gialli? Né per far paura né perché mi piaccia essere spaventata. Scrivo per creare angoscia. Di angosce, dentro di me, ve ne sono molte, e sono queste che voglio creare nei miei lettori, e poi farle svanire. […] Di depressione postpartum ho sofferto un po’ anch’io, saranno vent’anni, ormai. E la prima a esserne stupita fui proprio io: mi ero sempre vista come una donna forte, capace, ed ecco che dopo la nascita di mia figlia stavo in pigiama tutto il giorno, piangevo di continuo… E poi, anni dopo, pensai che sarebbe stato un buon punto di partenza per una storia. E la storia la trovai» (da un’intervista a Patricia MacDonald in occasione dell’edizione francese del Buio nell’acqua, pubblicata sul sito Promenades littéraires).

La copertina

L’acquarello Il buio nell’acqua di Angela Viola, realizzato appositamente per il romanzo di Patricia MacDonald.
© 2013 Angela Viola / Barta.
Il sito di Angela Viola, che val più di una visita: www.angelaviola.com

Spezie

Le vecchie trasgressioni gettano ombre lunghe (Agatha Christie).

 

Andrea Dei Castaldi / Finistère

copertina_finistere

ANDREA DEI CASTALDI
FINISTÈRE

qzerty/qwerty, 1
2013, 236 pagine
12,00 euro 10,20 euro
978-88-98462-00-1

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Il romanzo

«Fu come se scostando una fronda ombrosa avesse svelato il precipizio accanto al quale camminava incauto da troppo tempo».
Quale scelta se la passione si presenta con la forza sovvertitrice di un’eclisse?
Davide era morto durante l’inverno in un incidente stradale. La sua fine prematura costringe tutti coloro cui era legato a ripensare la propria esistenza e a riscrivere le relazioni che li uniscono. Ma è il dubbio insostenibile che questa morte porta con sé a imporre a Giona, suo fratello gemello, un viaggio – quasi un inseguimento – per dare un senso a quanto di sconvolgente è accaduto.
Dall’Italia attraverso la Francia, Giona intraprende un percorso la cui meta non è solo l’annullamento di una distanza: il suo viaggio, reale e metaforico insieme, è nel divenire delle passioni, quelle lecite e quelle illecite, inconfessabili ad alcuno, che molto domandano a chi le vuole comprendere. E solo dove la Terra finisce, attraverso un’immersione catartica in acque oscure e profonde, desideri, sbagli e rancori potranno sciogliersi e assumere forme nuove.
Sullo sfondo di un romanzo dai molteplici piani narrativi, dallo stile classico e potente, sembrano echeggiare le parole di Andrea Pazienza: «Amore è tutto ciò che si può ancora tradire».

L’autore e l’opera

Andrea Dei Castaldi vive nel borgo trevigiano di Asolo. Finistère, scritto in più riprese tra il 1998 e il 2005 – periodo che non a caso definisce anche uno dei tre diversi piani temporali della narrazione – è il suo primo romanzo. In precedenza ha pubblicato il racconto Pelle, apparso nel volume Solo a cura di Raffaella Tancredi (Felici, Pisa 2011); e in seguito ha scritto i romanzi La cesura e Il demiurgo, di prossima pubblicazione presso Barta.
«Ritrovai sul fondo di un cassetto, durante un trasloco, cinquanta pagine dattiloscritte di un lungo racconto privo di conclusione abbozzato ai tempi dell’università. Finistère. Nella storia di Giona e nella sua ricerca della verità, oltre che di sé stesso, a molti anni di distanza colsi qualcosa di vivo e scalciante, tanto che allora mi prese immediata la curiosità del lettore e l’impazienza di saperne di più. E la mia sorpresa nello scoprirne i molti sviluppi, una volta che il racconto ricominciò a fluire, dopo che da lettore tornai a essere narratore, è ciò che ancora oggi mi lega affettivamente a questo romanzo, in cui ritrovo intatta l’inquietudine buona dei miei vent’anni».

La copertina

Una delle cartoline donate da Leonard A. Lauder al Museo di Belle arti di Boston, con la litografia del Nudo femminile seduto in acqua di Ichijō Narumi (1906).
Fotografia © 2013 Museum of Fine Arts, Boston.

Spezie

La bellezza ci può trafiggere come un dolore (Mann).

E da allora sole, luna e stelle possono continuare tranquillamente il loro corso: io non so più se sia giorno o notte e tutto il mondo mi scompare intorno (Goethe).

Audio

Un capitolo di Finistère in formato audio, realizzato da glstudio.

Recensioni

Recensione di Giovanna Maffoni su «Doppiozero», 30 novembre 2013.

[…] un libro che fa percepire la gravosità di essere vivi, ma anche la bellezza dei momenti in cui l’essere al mondo sembra la cosa giusta al momento giusto (cliccare qui per la recensione completa; in caso di problemi di collegamento, qui è conservata una copia in pdf).

Recensione di Anna Fogarolo su «Libri e parole», 17 febbraio 2014.

[…] un bel libro, un libro da leggere, una storia che difficilmente può lasciare indifferenti. Un dolore nascosto tra i ricordi dei tanti protagonisti forma un unico eco, mentre il narrare dell’autore diventa un vento dolce capace di svelare, foglio dopo foglio, la verità, verità che alla fine non disturba, non crea giusti e sbagliati,  ma solo anime di corsa (cliccare qui per la recensione completa; in caso di problemi di collegamento, qui è conservata una copia in pdf).

Commenti

I commenti dei lettori sono leggibili qui, con qualche indicazione su come scriverli.