Anton Čechov / Umoresche. A cura di Carla Muschio. Con uno scritto di Andrea Camilleri

copertina_umorescheANTON ČECHOV
UMORESCHE

A cura di CARLA MUSCHIO
Con uno scritto di ANDREA CAMILLERI

qzerty/qwerty, 2
2014, 228 pagine
12,00 euro 10,20 euro
978-88-98462-02-5

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Il libro

Chi conosce le opere maggiori di Anton Čechov forse si stupirà di trovare il nome del grande drammaturgo accostato a semplici racconti comici. L’«u­moresca», difatti, è un termine mutuato dalla musica, ove indica una canzone simile allo «scherzo», e in letteratura indica una miniatura umoristica in prosa o in versi.
Le umoresche di Čechov, databili tra il 1880 e il 1886, nacquero quando il giovane Anton aveva appena raggiunto la famiglia a Mosca dalla nativa Taganrog: si era iscritto all’università e doveva mantenersi e, se possibile, aiutare anche i familiari, economicamente fragili. Il «la» glielo offrì un fratello illustratore, che lo introdusse nell’ambiente delle riviste umoristiche: Čechov provò a scrivere per esse, e scoprì che gli riusciva assai bene. Negli anni seguenti produsse così una notevole mole di racconti (e qualche disegnino), quasi tutti inediti per il pubblico italiano.

«Desidero spiegare come ho raccolto i testi qui presentati. Avrei potuto, con intento filologico, tradurre tutte le umoresche di Čechov inedite in Italia, fino all’ultima virgola, così da allargare al massimo la conoscenza di uno scrittore tanto amato. Ho deciso invece di trascurare anch’io, come ha fatto Čechov, quei testi che hanno perso di attualità in quanto riferiti a fatti di cronaca, personaggi, realtà che non si conoscono più. Ho escluso anche i racconti che mi apparivano troppo elementari, dilettanteschi. Cosa è rimasto? Un florilegio di testi divertenti, allegri, leggeri, sottratti alla malinconia del mondo» (Carla Muschio).

Gli autori: Camilleri, Cechov, Muschio

ANDREA CAMILLERI, noto al grande pubblico per la sua attività di scrittore, è stato anche regista di teatro, televisione, radio, produttore e sceneggiatore. Oltre alle avventure del commissario Montalbano, alla sua penna si debbono affreschi storici «tra il dolce e il salso», libri di impegno civile e letterario, spietati romanzi della contemporaneità, informate inchieste storico-artistiche.
«Lo trovo un libro di divertentissima lettura e nello stesso tempo un fondamentale contributo per una migliore comprensione della complessità creativa di Čechov».

ANTON ČECHOV (1860-1904), scrittore e drammaturgo. La sua produzione narrativa consiste di una straordinaria quantità di racconti, permeati da una peculiare, impalpabile atmosfera. Come drammaturgo, Čechov rinnovò radicalmente il teatro con lavori quali Lo zio Vania (1900), Le tre sorelle (1901), Il giardino dei ciliegi (1903).
«Sì, a dire la verità, è difficile inseguire l’umorismo! Certe volte cercando l’umorismo […] senza volerlo sconfini nel campo del serio» (da una lettera all’editore N.A. Lejkin, 17 aprile 1883).

CARLA MUSCHIO, scrittrice, ha tradotto molti classici dal russo e dall’inglese. Questo non è il suo primo Čechov.
«C’era tanta neve. Acquistai per pochi rubli un CD intitolato Opere complete di Čechov da una delle bancarelle improvvisate che si trovano dappertutto a Mosca. Aprendo il disco scoprii che conteneva, oltre alle opere note, molti deliziosi testi umoristici rimasti miracolosamente inediti in Italia. Mi venne subito voglia di scegliere i più belli e di tradurli».

La copertina

In copertina: Ian Spurling, Il barone Tuzenbach in borghese (1930 circa), bozzetto per l’atto III delle Tre sorelle di Anton Čechov. Immagine © Ian Spurling Estate 1996, 2014 per gentile concessione del Barry Kay Archive di Londra.

Spezie

E’ la somma che fa il totale (Totò).

 

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