Patricia MacDonald / Il buio nell’acqua

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PATRICIA MACDONALD
IL BUIO NELL’ACQUA

qzerty/qwerty, 3
2013, 352 pagine
14,00 euro 11,90 euro
978-88-98462-03-2

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Il romanzo

West Briar, lungo la costa di Long Island. Morgan Adair raggiunge l’amica d’infanzia Claire, che l’ha voluta accanto a sé e all’amorevole marito Guy Bolton in veste di madrina del piccolo Drew. Nonostante l’atmosfera festosa del battesimo sia offuscata dalla preoccupante depressione di Claire, alla fine tutto sembra risolversi e Morgan saluta l’amica per partire alla volta dell’Inghilterra.
Quand’ecco che una telefonata la costringe a tornare indietro: Drew e Guy sono morti, ed è Claire stessa ad accusarsi del duplice omicidio. Sola contro tutti, Morgan proverà a dimostrare l’innocenza di un’amica che per lei è più di una sorella, e a rispondere a due inevitabili domande: se non è stata Claire, perché ha confessato? E chi è il vero colpevole?
Erede delle gialliste britanniche e della grande tradizione del romanzo nero statunitense («Le Figaro Magazine»), Patricia MacDonald scandaglia i fondali della psiche con una scrittura la cui voluta scorrevolezza è al servizio di un intreccio disseminato di false piste, indizi fuorvianti, ripensamenti e capovolgimenti. I vicoli ciechi che sembrano inghiottire ad ogni passo l’ostinata indagine di Morgan Adair non sono altro che zone d’ombra di storie taciute, buchi neri infestati da mostri domestici, abissi da cui si distoglie lo sguardo prima che il buio restituisca il nostro vero volto.

L’autrice e l’opera

Patricia MacDonald, dopo una carriera nel giornalismo, ha esordito nella narrativa con The unforgiven (1981, nominato all’Edgar, uno dei maggiori premi dedicati alla narrativa poliziesca) e da allora ha continuato a pubblicare con regolarità e crescente successo. Vive nella piccola città di Cape May, New Jersey, di fronte all’oceano, col marito Art Bourgeau e la figlia.
I suoi romanzi sono tradotti in Giappone, Svezia e Francia (dove è costantemente in cima alle classifiche di vendita). In Italia è pressoché inedita, nonostante – secondo il parere di uno dei primi lettori italiani di questo romanzo – «l’unico problema della MacDonald sia che la gente la conosca». Provvederemo.

«Perché scrivo gialli? Né per far paura né perché mi piaccia essere spaventata. Scrivo per creare angoscia. Di angosce, dentro di me, ve ne sono molte, e sono queste che voglio creare nei miei lettori, e poi farle svanire. […] Di depressione postpartum ho sofferto un po’ anch’io, saranno vent’anni, ormai. E la prima a esserne stupita fui proprio io: mi ero sempre vista come una donna forte, capace, ed ecco che dopo la nascita di mia figlia stavo in pigiama tutto il giorno, piangevo di continuo… E poi, anni dopo, pensai che sarebbe stato un buon punto di partenza per una storia. E la storia la trovai» (da un’intervista a Patricia MacDonald in occasione dell’edizione francese del Buio nell’acqua, pubblicata sul sito Promenades littéraires).

La copertina

L’acquarello Il buio nell’acqua di Angela Viola, realizzato appositamente per il romanzo di Patricia MacDonald.
© 2013 Angela Viola / Barta.
Il sito di Angela Viola, che val più di una visita: www.angelaviola.com

Spezie

Le vecchie trasgressioni gettano ombre lunghe (Agatha Christie).

 

Andrea Dei Castaldi / Finistère

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ANDREA DEI CASTALDI
FINISTÈRE

qzerty/qwerty, 1
2013, 236 pagine
12,00 euro 10,20 euro
978-88-98462-00-1

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Il romanzo

«Fu come se scostando una fronda ombrosa avesse svelato il precipizio accanto al quale camminava incauto da troppo tempo».
Quale scelta se la passione si presenta con la forza sovvertitrice di un’eclisse?
Davide era morto durante l’inverno in un incidente stradale. La sua fine prematura costringe tutti coloro cui era legato a ripensare la propria esistenza e a riscrivere le relazioni che li uniscono. Ma è il dubbio insostenibile che questa morte porta con sé a imporre a Giona, suo fratello gemello, un viaggio – quasi un inseguimento – per dare un senso a quanto di sconvolgente è accaduto.
Dall’Italia attraverso la Francia, Giona intraprende un percorso la cui meta non è solo l’annullamento di una distanza: il suo viaggio, reale e metaforico insieme, è nel divenire delle passioni, quelle lecite e quelle illecite, inconfessabili ad alcuno, che molto domandano a chi le vuole comprendere. E solo dove la Terra finisce, attraverso un’immersione catartica in acque oscure e profonde, desideri, sbagli e rancori potranno sciogliersi e assumere forme nuove.
Sullo sfondo di un romanzo dai molteplici piani narrativi, dallo stile classico e potente, sembrano echeggiare le parole di Andrea Pazienza: «Amore è tutto ciò che si può ancora tradire».

L’autore e l’opera

Andrea Dei Castaldi vive nel borgo trevigiano di Asolo. Finistère, scritto in più riprese tra il 1998 e il 2005 – periodo che non a caso definisce anche uno dei tre diversi piani temporali della narrazione – è il suo primo romanzo. In precedenza ha pubblicato il racconto Pelle, apparso nel volume Solo a cura di Raffaella Tancredi (Felici, Pisa 2011); e in seguito ha scritto i romanzi La cesura e Il demiurgo, di prossima pubblicazione presso Barta.
«Ritrovai sul fondo di un cassetto, durante un trasloco, cinquanta pagine dattiloscritte di un lungo racconto privo di conclusione abbozzato ai tempi dell’università. Finistère. Nella storia di Giona e nella sua ricerca della verità, oltre che di sé stesso, a molti anni di distanza colsi qualcosa di vivo e scalciante, tanto che allora mi prese immediata la curiosità del lettore e l’impazienza di saperne di più. E la mia sorpresa nello scoprirne i molti sviluppi, una volta che il racconto ricominciò a fluire, dopo che da lettore tornai a essere narratore, è ciò che ancora oggi mi lega affettivamente a questo romanzo, in cui ritrovo intatta l’inquietudine buona dei miei vent’anni».

La copertina

Una delle cartoline donate da Leonard A. Lauder al Museo di Belle arti di Boston, con la litografia del Nudo femminile seduto in acqua di Ichijō Narumi (1906).
Fotografia © 2013 Museum of Fine Arts, Boston.

Spezie

La bellezza ci può trafiggere come un dolore (Mann).

E da allora sole, luna e stelle possono continuare tranquillamente il loro corso: io non so più se sia giorno o notte e tutto il mondo mi scompare intorno (Goethe).

Audio

Un capitolo di Finistère in formato audio, realizzato da glstudio.

Recensioni

Recensione di Giovanna Maffoni su «Doppiozero», 30 novembre 2013.

[…] un libro che fa percepire la gravosità di essere vivi, ma anche la bellezza dei momenti in cui l’essere al mondo sembra la cosa giusta al momento giusto (cliccare qui per la recensione completa; in caso di problemi di collegamento, qui è conservata una copia in pdf).

Recensione di Anna Fogarolo su «Libri e parole», 17 febbraio 2014.

[…] un bel libro, un libro da leggere, una storia che difficilmente può lasciare indifferenti. Un dolore nascosto tra i ricordi dei tanti protagonisti forma un unico eco, mentre il narrare dell’autore diventa un vento dolce capace di svelare, foglio dopo foglio, la verità, verità che alla fine non disturba, non crea giusti e sbagliati,  ma solo anime di corsa (cliccare qui per la recensione completa; in caso di problemi di collegamento, qui è conservata una copia in pdf).

Commenti

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