Gianluca Diana & Andromalis / MARIEM HASSAN: IO SONO SAHARAUI

mariem_cope_leggeraGIANLUCA DIANA
e ANDROMALIS
MARIEM HASSAN:
IO SONO SAHARAUI

fumisterie, 2. 2016
19×26 cm, 64 pagine col.
12,00 euro 10,20 euro
978-88-98462-06-3

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DISTRIBUZIONE: FUMETTERIE / LIBRERIE

Il fumetto

«Voz del Sahara»: questo è l’iconografico soprannome con cui Mariem Hassan è internazionalmente nota. Io sono saharaui ne è la biografia illustrata: un’appassionante storia al femminile che racconta di musica e resistenza civile.
In queste pagine la vita della cantante scorre parallela alle sue canzoni e alla storia del popolo del deserto. Le atmosfere auliche e spensierate dell’infanzia nomade, la giovinezza vissuta e stretta tra l’occupazione marocchina del Sahara Occidentale e poi l’esilio, i campi profughi in Algeria e la Spagna, gli amori, la famiglia, i figli, i primi dischi a suo nome e la fama internazionale. E sempre, sempre, come stella polare la lotta per l’indipendenza del popolo saharaui.
Eppure, provate a sentirla, la sua musica. A vederla, qui. La gioia, la potenza del «blues del deserto», dell’haul di Mariem vi stupirà. Perché la musica saharaui è una meravigliosa miscela di suoni tradizionali, blues e mille altri rivoli della grande famiglia afroamericana. è musica del deserto, del Sahara possiede gli spazi: di carattere fortissimo ed aperta a storie altre. Come Mariem.
Mariem stella dei principali festival di world music al mondo, dalla Finlandia all’Australia. Mariem che a quindici anni rifiuta un matrimonio combinato. Mariem capace di rendere contemporaneo l’haul, trasmettendone bellezza e groove a qualsiasi latitudine. Mariem che rivendica il diritto di scegliere di indossare la melfa. Mariem capace di parlare di un popolo senza terra e di una terra senza il suo popolo, raccontando che esiste un muro lungo 2.720 chilometri che separa i saharaui, mentre danza leggiadra e canta possente e sicura. Mariem coraggiosa e capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo, accettando ogni volta nuove sfide, artistiche o personali. Mariem, insomma.
Io sono saharaui è parlato, illustrato, coloratissimo: una festa per gli occhi di tutti, che vive del calore, della luce, dei colori e del suono di Mariem. Dai campi profughi di Smara in Algeria ai festival di musica al di là degli Oceani o al di qua del Mediterraneo, dalla Rambla di Barcellona alla linea d’orizzonte del Sahara, è un romanzo grafico in cui è saggio perdersi. Tra i ritmi di un tebal e gli assoli di una chitarra elettrica, ci troverà la musica.

Gli autori &

Gianluca Diana – Racconta storie a Roma, città in cui vive e lavora, in diverse forme e maniere. In radio (Onda rossa, Città aperta, Popolare, RaiRadio 3, Città futura) o scrivendo su «Il manifesto» e «Alias». II cuore delle sue narrazioni è l’amore verso i suoni e le culture afro-americane, tanto che dal 2005 dirige una delle principali rassegne blues d’Italia, il Mojo Station Blues Festival. Adora mescolare dischi dal vivo.
Andromalis – Agitatore delegato delle Metaforiche Officine Politecniche, produce cartoni animati, fumetti, illustrazioni, manifesti e la rivista di strada «Dottor Gibbò». Ha pubblicato per «A», «XL», «SottoMondo», «AgitPop», Calamar e illustrato per Wwf, Unhcr, Rai3, Gallucci editore. Con il collettivo OP3N ZOO osa esporre arte.

«L’idea di questo fumetto ha preso forma dopo esser rimasto stregato dalla canzone Magat milktna dulaa: un battito ipnotico meraviglioso, colmo di visioni immaginifiche, potenti della vita della Voz del Sahara. La sua vita. Romanzesca e iconografica, perché non raccontarla? Condividerla traducendo in forme e colori le narrazioni della cantante saharaui? Ma come? E, soprattutto, chi? Chi avrebbe saputo come, e la risposta era già presente prima ancora di formulare la domanda. Andromalis. Da anni è compagno di viaggio del Mojo Station Blues Festival, rassegna che conduco assieme a Pietropaolo Moroncelli in quel di Roma, come autore dei manifesti della kermesse. Con lui ne parlammo con entusiasmo da subito, convenendo che sarebbe stato irrealizzabile».
«Anche perché l’unica cosa che non avrei mai voluto disegnare era un fumetto etnografico. Avrei voluto invece un luogo di rimescolamento tra chi narra e chi è narrato».
«Ma anche perché avremmo dovuto viaggiare da Barcellona ai campi saharaui in Algeria. Vedere Mariem in concerto dal vivo. Cercare di capire quanti colori sono in una melfa. Insomma, un’infinità di cose che sembravano irraggiungibili mentre si dialogava con due bicchieri all’ora dell’aperitivo».
«E poi ad un concerto di Mariem la melfa la vidi sventolare, come fosse una bandiera psichedelica di fiori al vento. E allora ho detto: bene, incontriamoci lì, dove i Clash si meticciarono al reggae».
«E fortunatamente, oltre quanto elencato sopra, siamo  riusciti a fare altre due cose: prendere un tè nel deserto e avere la soddisfazione di  sapere che a Mariem il libro è piaciuto».

Spezie

«Il futuro non è scritto»

Joe Strummer

Tavole

marita 01

marita 03marita 12

marita 45

Gianluca Diana (testi) & Andromalis (disegni)

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