FABIO MAGNASCIUTTI
NOI

22x18 cm, 80 pp., col. 
brossura cucita con bandelle

circometrò, 3. 2018

ISBN 978-88-98462-18-6
15,00 euro

La statua dentro il blocco di marmo grezzo prima del primo colpo di scalpello, il seme dell’immagine nella matita sospesa sul foglio, i dislivelli che generano onde e vento e tremiti, il colore solo un diverso frammento di luce.
La scelta.
Posso dire io solo a partire da un tu che non sono.
Tu, io.
Noi.

FABIO MAGNASCIUTTI. Illustratore e vignettista, ha al suo attivo numerosi libri con la casa editrice Lapis e con altri editori.

Ha illustrato campagne per le aziende Saras, Enel, Api, Montedison e altre; ha curato sigle e animazioni dei programmi Che tempo che fa (edizioni 2007 e successive) e Pane quotidiano; ha realizzato illustrazioni per i programmi AnnoZero e Servizio pubblico; e tra le sue collaborazioni figurano «la Repubblica», «l′Unità», «il Misfatto», «gli Altri», «Linus», «Left», «il manifesto».

Insegnante di illustrazione editoriale presso lo Ied di Roma, dal 1993 canta con il gruppo Her pillow, nel 2005 ha fondato la scuola di illustrazione Officina B5 e nel 2015 ha vinto il premio come miglior vignettista presso il Museo della satira e della caricatura di Forte dei Marmi.

Per i tipi di Barta ha pubblicato anche Nomi cosi animali (II ediz. 2018), Il richiamo della coperta (con S. Mattiangeli, 2019) e Due (con L. Ralli, 2020).

toccami, ti porterò addosso, sulla pelle

“Noi”: l’amore raccontato con le dita. Il nuovo libro di Fabio Magnasciutti.
Testo di Valeria Arnaldi apparso su «Il messaggero» del 7 agosto 2018

L’Io che diventa Noi solo quando supera la dimensione ristretta del Sé, accettando l’Altro nella propria vita. È una storia d’amore quella raccontata dall’illustratore romano Fabio Magnasciutti nel libro “Noi”, edito da Barta. Una storia disegnata, usando le impronte digitali, per riflettere sul concetto stesso di identità.
«Il progetto è nato quasi per caso – racconta Magnasciutti – un giorno, in un cassetto, ho trovato un tampone per timbri. Ho impresso le mie impronte su carta e ho visto che potevano trasformarsi in altro, così le ho rese protagoniste delle tavole. L’impronta digitale rappresenta l’identità ma, a ben guardare, nasconde in sé infiniti labirinti. Successivamente, è nata la riflessione sull’amore».
Una riflessione – e dichiarazione – poetica che vede le impronte diventare papaveri al vento ma anche uccelli pronti a spiccare il volo e molte altre forme e vite a simboleggiare pure la trasformazione che l’apertura all’Altro porta inevitabilmente con sé.
«Posso dire io – scrive l’autore – solo a partire da un tu che non sono. Tu, io. Noi».
In questo “gioco” narrativo, Magnasciutti ricrea una realtà innamorata, dove ogni movimento tende all’unione e, spesso, al bacio. È un sentimento diffuso che è radice del vivere ma pure incanto dello sguardo di chi sembra vestire della propria emozione l’intero orizzonte in una forma di gioia condivisa.
Il “Noi”, qui, è, in senso più ampio, scoperta dell’Altro. E, di conseguenza, comprensione del Sé. Presa di coscienza del potere del singolo e della sua immaginazione. Di più, forse, dei suoi sogni e desideri.
Magnasciutti, con lo stesso editore, ha pubblicato “Nomi cosi animali” e sta per dare alle stampe “Il richiamo della coperta”, scritto con Susanna Mattiangeli. In uscita anche “Due”, noir a quattro mani con Luca Ralli.


Di cosa parliamo quando parliamo d’amore.

Di Noi si parla anche, tra l’altro, qui, su Imperfect, in un testo più generale su Magnasciutti autore, uscito il 15 febbraio 2020 col titolo sopra riportato.

San Giuliano Terme ordini@barta.it
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