Paul Kirchner / Il bus

PAUL KIRCHNER
IL BUS

fumisterie, 4. 2017
26×19 cm, 96 pagine b/n
12,00 euro 10,20 euro
978-88-98462-08-7


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[tab=Il fumetto]

Apparse sul periodico «Heavy metal», le strisce del bus son state per anni uno dei pilastri della rivista.
Gli ingredienti? Minimi, come per il Queneau di Esercizi di stile: un uomo aspetta l’autobus, sale, scende; a volte il protagonista del fumetto è solo il bus, a volte il conducente. Con questi pochi elementi – d’altronde tutta la musica del mondo è do re mi fa sol la si – Kirchner costruisce, senza dialoghi, un universo vertiginoso, quotidiano, in cui la città si trasforma in un labirinto straniante, la carta su cui è pubblicata la striscia è una dimensione come le altre, la prospettiva un diverso tipo di inganno e lo straordinario può celarsi ovunque: gli idranti prendono vita, un bus si dà alla delinquenza e un altro è la crisalide di un aereo, ma un prigioniero può anche disegnare una fermata del bus dentro una cella e aspettare, e venir portato via.
Il bus rilegge il Little Nemo di McCay e pesca a piene mani da Bosch, Escher, i cartoni della Warner Bros., Magritte, Dalì, i cartoni di Max Fleischer, dall’immaginario condiviso dell’epoca, dalle inquietudini di un autore misurato, colto, elegante, capace di fare arte anche disegnando copertine per una rivista pornografica.
Sulla scorta della meravigliosa edizione di Tanibis, questo volume propone la raccolta integrale delle strisce del bus, recuperando una decina di episodi estromessi dall’antologia Ballantine del 1987 e consegnando al pubblico un gioiello surrealista misconosciuto.
E a chi si domanda se adesso il bus è arrivato al capolinea si può solo rispondere: forse che sì, forse Queneau.

[tab=L’autore &]

Paul Kirchner – Fumettista, illustratore, autore di storyboards e pubblicità, negli anni ha generato il western artistico-psichedelico Dope rider, ha illustrato alcune delle migliori (e surreali) copertine della rivista pornografica «Screw», ha composto un romanzo a fumetti quando ancora non si diceva graphic novel e ha pubblicato per vari anni su «Heavy metal»  the bus (sul quale è recentemente tornato con una seconda antologia, a lustri dalla prima e fresca come non mai).
«Riguardando le strisce del bus, di alcune capisco subito da dove sia nata l’idea, e credo che se dovessi rifare la striscia ora, daccapo, quelle idee mi tornerebbero in mente tali e quali.  Ci sono però alcune storie che guardo e mi chiedo: “Ma da dove ho tirato fuori quest’idea?”.
«Per esempio, quella con il bus che si ferma sull’orlo di un ponte crollato e le auto dietro cominciano a dare di clacson; quella con “la” bus in posa per il paginone centrale di “Playboy”; quella dove il passeggero alla fermata si rivela essere una sagoma, che il conducente sostituisce con un’altra sagoma di un passeggero seduto; quella con la vigilessa che dirige i bus provenienti da ogni direzione possibile, orizzontale e verticale. Rileggo queste storie e mi chiedo: “Ma come ho fatto a pensarci!?”.
«Sono le mie preferite».

[tab=Spezie]

«Il tram approfitta delle curve per piangere».

Ramón Gómez de la Serna

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